Vai al contenuto

Patente a crediti in edilizia: come recuperare i punti

Lavori in edilizia? Se perdi punti dalla tua patente a crediti, probabilmente, non ti basta sapere che servono formazione e investimenti per riottenerli. Devi anche sapere come recuperare i punti il prima possibile. Segui la nostra guida operativa per non perdere tempo.

Per le aziende o i lavoratori autonomi che lavorano nei cantieri, la patente a crediti (detta anche patente a punti) è obbligatoria dal 1° ottobre 2024.

La patente prevede un punteggio iniziale di 30 crediti, che vengono tolti in caso di violazioni della sicurezza sul lavoro (secondo quanto previsto dall’Allegato I-bis della Legge 29 aprile 2024, n. 56). 

Il punteggio minimo per poter lavorare nei cantieri è di 15 punti. E se si va sotto? Per riprendere a lavorare, bisogna recuperare i punti fino a tornare almeno alla soglia minima dei 15 crediti.

In questi casi, per non perdere tempo e tornare in cantiere il prima possibile, l’impresa (o il lavoratore autonomo) deve attivare subito il percorso per il recupero dei crediti.

Sulla base delle indicazioni fornite finora dall’Ispettorato Nazionale del lavoro (INL) e dall’INAIL, ecco cosa bisogna fare per recuperare i punti. 

Come recuperare i punti

La formazione che conta per il recupero dei punti 

Gli investimenti tecnologici ammessi

Recupero graduale dei punti: la strategia per tornare velocemente operativi

Come presentare la domanda per il recupero dei punti

Chi decide: la Commissione competente e le tempistiche

Come recuperare i punti

I punti possono essere recuperati attraverso:

  • corsi di formazione aggiuntivi in materia di salute sicurezza sul lavoro
  • investimenti in nuove tecnologie per la salute e sicurezza sul lavoro. 

È possibile anche una combinazione delle due misure. In ogni caso non si improvvisa. La formazione e gli investimenti validi per recuperare i punti, infatti, hanno precise caratteristiche.

L’azienda o il lavoratore autonomo possono proporre le misure che intendono adottare per recuperare i crediti, ma a valutare e decidere è la Commissione territoriale apposita, composta da rappresentanti dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dell’INAIL. La Commissione decide sugli adempimenti necessari tenendo conto del numero di crediti che l’impresa o il lavoratore autonomo sono tenuti a recuperare.

La formazione che conta per il recupero dei punti

La formazione deve essere appropriata alle violazioni che hanno portato alla perdita di punti, non può essere erogata dal datore di lavoro ed è aggiuntiva rispetto a quella obbligatoria per legge.

I corsi di formazione, per essere validi, devono avere queste caratteristiche.

FORMAZIONE
Tipologia Formazione sulla sicurezza sul lavoro:
– ulteriore rispetto a quella prevista dal D. Lgs. 81/08
– non valida ai fini dell’aggiornamento previsto dal D. Lgs. 81/08
Contenuti In linea con le violazioni che hanno comportato la perdita di punti
Durata minima Dipende:
– dal numero di crediti rimanenti
– dalla gravità delle violazioni
– dalla presenza di violazioni di diverso tipo.
Calcolata secondo la formula: (30 – crediti rimanenti) x moltiplicatore (compreso tra 0,8 e 1,5 e deciso dalla Commissione competente)
Punti attribuiti 1 punto ogni 4 ore di formazione
Partecipanti – Soggetti responsabili di almeno una delle violazioni (o se non più in forza nell’azienda, personale a cui competono le stesse funzioni)
– Lavoratori occupati presso il cantiere dove si sono verificate le violazioni (o se non più in forza, lavoratori addetti alle medesime attività/ad attività con rischi analoghi)
Modalità di erogazione – In presenza (massimo 30 partecipanti)
– In videoconferenza sincrona (massimo 30 partecipanti)
Soggetti formatori – Il datore di lavoro non può essere il soggetto formatore
– Soggetti individuati dall’Accordo Stato Regioni 2026
Docenti – Il datore di lavoro non può essere il docente
– Docenti in possesso dei requisiti previsti dal D. L. 6 marzo 2013
Frequenza minima Almeno il 90% delle ore previste dal programma
Verifica Almeno il 70% di risposte corrette
Attestato Specifico, con l’indicazione “Valido ai fini del recupero crediti”

Gli investimenti tecnologici ammessi

Gli investimenti devono essere in grado di ridurre concretamente infortuni e malattie professionali e devono essere collegati alle tipologie di violazioni riscontrate. Inoltre, devono essere sostenibili per l’azienda, sia dal punto di vista finanziario che organizzativo, e devono essere coerenti con la struttura e le dimensioni dell’impresa, specialmente per i lavoratori autonomi.

Di seguito, gli investimenti ammissibili e le caratteristiche che devono avere.

INVESTIMENTI TECNOLOGICI
Tipologia 1. Sistemi di rilevamento ambientale, ad es.:
– sensori per radiazioni, rumore, temperatura, gas (ad es. tossici, ossigeno);
– monitoraggio in tempo reale delle condizioni di esposizione.
2. Dispositivi di protezione individuale (DPI) o abbigliamento da lavoro intelligenti, ad es.:
– Dispositivi di protezione o abbigliamento da lavoro con elettronica o sensori integrati (ad es. rilevatori di contaminazione, di prossimità, inerziali, tessuti intelligenti)
Non basta l’acquisto, bisogna dimostrarne anche l’utilizzo, attraverso formazione e addestramento adeguati.
3. Tecnologie per la sorveglianza sanitaria, ad es.:
– cartelle cliniche elettroniche;
– sistemi di tracciamento per esposizione a sostanze pericolose.
4. Robotica e automazione, ad es.:
– sistemi robotici per operazioni pericolose (es. saldatura, movimentazione materiali tossici);
– droni in attività o contesti ad alto rischio (ad es. per monitoraggi, ispezioni, campionamenti).
5. Metodologie didattiche e di assistenza caratterizzate da tecnologie immersive, ad es.:
– adozione di sistemi con realtà virtuale, aumentata o mista (ad es. per simulazioni di emergenza, formazione, assistenza da remoto).
Punti attribuiti – Per investimenti compresi fra 5.000 e 25.000 €: 1 punto
– Per investimenti compresi fra 25.000,01 e 50.000 €: 3 punti
– Per investimenti superiori a 50.000,00 €: 6 punti
Contributo pubblico Gli investimenti effettuati anche grazie al contributo pubblico sono ritenuti validi

Recupero graduale dei punti: la strategia per tornare velocemente operativi

L’impresa può proporre una strategia modulare, programmando il recupero dei crediti in diversi step e richiedendo il riconoscimento parziale dei crediti, man mano che completa i moduli formativi e/o gli stati di avanzamento degli investimenti.

Questo approccio può essere utile per tornare rapidamente sopra la soglia dei 15 punti e, quindi, tornare operativi anche prima di aver terminato il percorso complessivo.

L’impresa può presentare un piano che comprende sia formazione che investimenti. Il limite massimo recuperabile è comunque di 15 crediti.

Per l’impresa che deve recuperare i crediti, quindi, il primo passo è sempre lo stesso: stabilire il piano degli interventi da proporre alla Commissione. Si tratta di una scelta strategica. Il datore di lavoro può farsi supportare in questo dall’RSPP e/o dal consulente per la sicurezza sul lavoro, per innalzare in maniera efficace il livello di sicurezza dell’azienda e al contempo recuperare rapidamente i punti.

Come presentare la domanda di recupero dei punti

Dopo aver deciso la strategia per recuperare i crediti della patente, l’impresa / il lavoratore autonomo deve inviare la richiesta usando il modulo specifico predisposto dall’INL.

Scarica qui il modulo ufficiale: MODULO ISTANZA RECUPERO CREDITI DECURTATI PATENTE A CREDITI

Alla richiesta vanno allegati:

  • la relazione tecnica che illustra le misure proposte per il recupero dei crediti;
  • il programma di recupero dei crediti, se si richiede di recuperare i crediti in modo graduale;
  • la richiesta di essere ascoltati, se si desidera un confronto con la Commissione; è un’opportunità da non trascurare per discutere tecnicamente la validità delle misure proposte.

La domanda deve essere inviata tramite PEC all’Ufficio territoriale dell’Ispettorato del Lavoro dove ha sede la Commissione competente.

Attenzione, errori nell’invio possono causare ritardi nel percorso di recupero dei crediti. Ecco come individuare la Commissione competente.

  • Imprese italiane: fare riferimento alla sede legale.
  • Lavoratori autonomi: fare riferimento a luogo di domicilio.
  • Imprese o lavoratori autonomi con sede/domicilio nelle province autonome di Trento e Bolzano: la Commissione competente è quella della Regione Veneto.
  • Imprese o i lavoratori autonomi con sede/domicilio nella Regione Sicilia: la Commissione competente è quella della Regione Calabria.
  • Imprese straniere: fare riferimento alla stabile organizzazione in Italia o, in mancanza, a una delle sedi operative situate in Italia.

Chi decide: la Commissione competente e le tempistiche 

Ricevuta la domanda di recupero dei crediti, la Commissione competente si riunisce per decidere sugli adempimenti necessari, proporzionali al numero di crediti che l’impresa o il lavoratore autonomo devono recuperare per raggiungere di nuovo almeno i 15 crediti.

La Commissione competente si riunisce presso la sede dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro di competenza, anche in videoconferenza, di norma entro 20 giorni lavorativi dalla ricezione della domanda.

La Commissione si compone di due funzionari dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e due rappresentanti dell’INAIL.

Alla seduta della Commissione sono invitati a partecipare, senza diritto di voto, anche un rappresentante dell’ASL di competenza, esperto in salute e sicurezza sul lavoro, e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST).

La Commissione valuta la congruità degli impegni assunti dall’impresa o dal lavoratore autonomo rispetto alla gravità delle violazioni commesse, anche attraverso un confronto con l’impresa o il lavoratore autonomo interessati al recupero dei crediti.

Una volta realizzati gli adempimenti, l’impresa o il lavoratore autonomo devono inviare richiesta di verifica alla Commissione, che si riunisce entro 15 giorni lavorativi dalla richiesta.

Entro i successivi 15 giorni la commissione decide sulla effettiva realizzazione degli adempimenti e provvede a riassegnare i crediti.

Per non allungare i tempi, quindi, è importante che l’impresa si attivi tempestivamente: sia inizialmente, inviando la domanda di recupero punti, sia dopo aver concluso gli interventi programmati, richiedendo la verifica da parte della Commissione per la chiusura del percorso e il recupero dei punti.

Se ti servono ulteriori informazioni sulla patente a crediti, se hai bisogno di un confronto con un tecnico esperto per non rischiare sanzioni e perdere punti, o se vuoi chiarimenti per la sicurezza sul lavoro nella tua azienda, contattaci:

[email protected]

Tel: 0432/699778

Link utili

INAIL, Circolare Inail n. 12 del 10 aprile 2026 e Allegato: Decreto direttoriale 6 marzo 2026, n. 24 dell’Ispettorato nazionale del lavoro relativo alla costituzione delle Commissioni territoriali per il recupero dei crediti della patente di cui all’articolo 27, comma 5, del decreto legislativo n. 81/2008

INL, Linee guida recupero crediti della patente di cui all’art. 27 del D.Lgs. n. 81/2008

Per approfondire sulla patente a punti

Patente a punti in edilizia: le 6 cose da sapere

Patente a crediti nei cantieri: come richiederla, visualizzarla e aggiungere punti con la nuova piattaforma online

Patente a crediti: dall’INL chiarimenti sulle sanzioni

Articoli recenti