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Imprese alimentari: i dati INAIL che aiutano a lavorare in sicurezza

Quali sono gli infortuni più frequenti nelle imprese alimentari? Come avvengono? A cosa fare attenzione? Saperlo può essere utile a valutare meglio i rischi del proprio lavoro, adottare i comportamenti più corretti e proteggersi da infortuni e malattie professionali.

L’industria alimentare in Italia

L’industria alimentare rappresenta uno dei pilastri dell’economia italiana e un punto di forza riconosciuto in tutto il mondo. Un settore in crescita, ma dove crescono anche infortuni e malattie professionali, secondo i dati più recenti dell’INAIL, (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro).

Il comparto alimentare in Italia è fatto soprattutto di piccole realtà: nel nostro paese l’85% delle imprese ha mendo di 10 addetti e spesso si tratta di imprese familiari e laboratori artigianali.

Il settore include la produzione, la trasformazione e la distribuzione di alimenti e bevande: un’ampia varietà di attività, con rischi specifici a cui non è sempre facile pensare.

Per questo, conoscere quello che accade nel settore può essere d’aiuto. Sapere per esempio che gli arti (le mani soprattutto) e la schiena sono le parti del corpo più coinvolte in incidenti e malattie, a causa di errori di procedura o problemi con macchine e attrezzature, può servire a fare più attenzione, nel corso del proprio lavoro quotidiano, anche ad aspetti che possono essere meno percepiti. E può servire per concentrare gli sforzi di prevenzione e protezione sulle misure più adeguate, per sé tessi e per i propri collaboratori e colleghi.

Gli infortuni nel settore alimentare

Secondo i dati riportati dall’Inail nel recente approfondimento dedicato alle imprese alimentari, (Andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, agosto 2025), negli ultimi anni le imprese del settore si sono rafforzate e sono cresciute, con un aumento di produzione e fatturato. Parallelamente sono aumentati gli infortuni con un +20% (da poco meno di 9.500 casi nel 2020 a quasi 11.300 nel 2024). Al contrario, i decessi sono diminuiti (da 44 nel 2020 a 16 nel 2024), ma è da tener presente che il dato del 2020 è influenzato dai contagi avvenuti durante la pandemia.

Nel settore, gli infortuni avvengono principalmente in occasione di lavoro (circa nell’84% dei casi) e meno frequentemente in itinere (circa nel 16% dei casi).

Considerando gli infortuni in occasione di lavoro, i comparti più a rischio sono risultati essere quello della lavorazione delle carni e quello della produzione di prodotti da forno, con complessivamente quasi il 56% degli infortuni e la metà dei morti sul lavoro.

Le mansioni più a rischio sono:

  • Addetti alle macchine confezionatrici
  • Addetti alla conservazione di carni
  • Addetti alla produzione di prodotti da forno
  • Macellai e abbattitori di animali
  • Panettieri
  • Commessi.

Gli incidenti riguardano principalmente le seguenti parti del corpo:

  • Mani (36,1%)
  • Colonna vertebrale (7%)
  • Caviglie (6,7%)
  • Piedi (6,7%)
  • Ginocchia (5,7%)
  • Cingolo toracico (clavicole e scapola; 5,4%)
  • Braccia e avambracci (5,4%).

Le lesioni più frequenti sono:

  • Contusioni (34,2%)
  • Ferite (26,8%)
  • Lussazioni, distorsioni e distrazioni (15,4%)
  • Fratture (15,2%).

Le malattie professionali nel settore alimentare

I lavoratori delle imprese alimentari sono esposti a diversi tipi di rischio di malattia professionale, in particolare a quelli derivanti da:

  • utilizzo di macchine e attrezzature
  • movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetuti
  • esposizione ad agenti chimici, biologici e fisici.

Anche nel caso delle malattie professionali, come per gli incidenti, la maggior parte delle denunce riguardano il comparto della lavorazione delle carni (41,1%) e della produzione di prodotti da forno (32,1%). Segue l’industria lattiero-casearia (8,2%).

Le mansioni più a rischio di malattie professionali, secondo i dati aggiornati dell’INAIL, sono:

  • panificatori, panettieri, pasticceri
  • mansioni collegate alla lavorazione e confezionamenti di carni e pesce (macellatori,
    insaccatori di carne, disossatori, mattatori, ecc.)
  • addetti alle macchine etichettatrici
  • operai nelle lavorazioni casearie.

Le patologie riscontrate più frequentemente sono:

  • malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo, in particolare: mal di schiena (dorsopatie) e disturbi dei tessuti molli.

I principali fattori di rischio risultano quelli legati al movimento. Il settore alimentare, infatti, come specifica l’INAIL, prevede proprio delle lavorazioni che danno origine ad atteggiamenti posturali non propriamente corretti o sollecitazioni ripetute, si pensi per esempio ai movimenti cui è sottoposta continuamente una tipica mansione del settore come disossatore o panettiere.

Come avvengono gli incidenti e perché

Sulla base di quanto riportato dall’Inail nel documento Dinamiche infortunistiche e fattori di rischio dell’industria alimentare (Scheda 20 InforMO, 2023), le modalità con cui avvengono gli incidenti nel settore sono principalmente tre.

  1. Contatto con organi in movimento (di macchine come impastatrici, spezzatrici, insaccatrici, nastri trasportatori, impianti di cottura, pastorizzazione, trafilazione, surgelazione, confezionamento, ecc.)
  2. Avviamento inatteso/inopportuno di veicoli, macchine e attrezzature (presse, molini, porzionartici, dosatrici, pallettizzatoti, impianti di confezionamento e movimentazione, ecc.)
  3. Fuoriuscita/contatto con gas, fumi, aerosol e liquidi (ad alta o bassa temperatura, pericolosi, ecc.), contenuti per esempio in serbatoi ad uso alimentare, fermentatori, autoclavi, impianti di cottura e surgelazione, ecc.

Le cause? Spesso sono legati a criticità nelle procedure di lavoro (49,8% dei casi) e a problematiche riscontrate nelle macchine e nelle attrezzature utilizzate (35%ndei casi).

Nella tabella seguente sono evidenziati le principali tipologie di fattori di rischio rilevate nell’industria alimentare.

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Le principali misure di prevenzione e protezione

I fattori di rischio vanno valutati in maniera adeguata, per individuare le misure di prevenzione e protezione più adatte a ridurre i rischi presenti nella propria attività. Tra le misure di prevenzione e protezioni fondamentali, indicate dall’INAIL, troviamo le seguenti misure (elenco non esaustivo).

  • Definizione e adozione di procedure di lavoro dettagliate e sicure per ogni attività, comprese quelle per le attività di pulizia, sanificazione o disinfezione di macchine e attrezzature.
  • Formazione, informazione e addestramento dei lavoratori.
  • Controllo e supervisione (per esempio attraverso il preposto), per garantire l’effettiva applicazione delle procedure di lavoro e il corretto utilizzo delle attrezzature, evitando l’adozione di pratiche scorrette abituali.
  • Utilizzo di macchine e attrezzature all’interno di un ambiente adeguato per dimensioni e dotazione di impianti.
  • Uso di macchine e attrezzature di lavoro nel rispetto delle istruzioni del fabbricante; utilizzo per gli usi previsti e nei modi indicati nel manuale di uso e manutenzione. Ogni differente impiego deve essere vietato.
  • Controllo e manutenzione periodica di macchine e attrezzature (uso e compilazione del registro dei controlli).
  • Utilizzo di DPI adeguati ai rischi da prevenire, tenendo conto delle esigenze ergonomiche o di salute dei lavoratori.
  • Utilizzo di barriere fisiche e/o dispositivi di sicurezza interbloccati, per proteggere o segregare le aree operative e limitare la possibilità di contatto con parti meccaniche in movimento.
  • Utilizzo di dispositivi di comando e sicurezza contro l’azionamento accidentale.
  • Definizione e comunicazione delle procedure di emergenza; formazione del personale.

É vero, la normativa in materia di sicurezza sul lavoro è in continuo aggiornamento e non è sempre facile orientarsi tra gli adempimenti necessari per garantire condizioni di lavoro sicure e non rischiare sanzioni amministrative e penali. Una soluzione può essere quella di affidarsi a consulenti esperti di sicurezza sul lavoro e che conoscono le specificità del settore alimentare.

Se ti servono ulteriori informazioni, una corretta valutazione dei rischi per la tua impresa alimentare o la redazione del DVR (Documento di valutazione dei rischi, obbligatorio) contattaci:

info@polo626.com | 0432 699778

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