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Green Pass nella ristorazione: obblighi e consigli per farsi trovare preparati

Green Pass al via: il 6 agosto scatta l’obbligo previsto dal Decreto Legge 105 del 23/07/2021, che per il mondo della ristorazione, come per altri esercenti, significa nuovi adempimenti e una nuova modalità di interazione con i propri clienti.
Ecco tutte le cose da sapere e qualche consiglio per gestire al meglio la situazione, evitando problemi e sanzioni.
telefono cellulare legge QR code

Quando va richiesto il Green Pass

L’obbligo di Green Pass (Certificazione verde COVID-19) si applica a partire dal 6 agosto 2021 in ogni tipo di attività di ristorazione (ristoranti, bar, rosticcerie, pizzerie al taglio, pasticcerie, gelaterie, ecc.) nel caso di consumo al tavolo al chiuso.

Il green Pass non serve quindi per il servizio al banco, per l’asporto o per il consumo al tavolo all’aperto.

Per una miglior comunicazione verso i clienti e per evitare incomprensioni, consigliamo di apporre uno specifico cartello in modo da ricordare che per il consumo al tavolo al chiuso è necessario avere il Green Pass (qui un fac-simile del cartello che potete utilizzare per il vostro locale).

A chi va richiesto il Green Pass

Il Green pass è obbligatorio per tutti i clienti, tranne che per le persone che non possono vaccinarsi ovvero:

  • minori di 12 anni
  • persone esenti per motivi sanitari (in possesso di un’attestazione sanitaria per questo).

Queste persone possono consumare al tavolo al chiuso nel rispetto delle consuete regole anti-contagio.

Come verificare: è obbligatorio usare l’apposita app

La verifica va fatta sul documento cartaceo o digitale presentato dal cliente. Per verificare bisogna obbligatoriamente usare l’apposita app gratuita sviluppata dal Ministero della Salute.
L’app si chiama VerificaC19 ed è sufficiente scaricarla sul proprio smartphone (per scaricare l’app clicca qui per Andorid e qui per Iphone).
Basta quindi inquadrare il QR code mostrato dal cliente e cliccare il tasto “AVVIA SCAN”; l’app comunica direttamente se il certificato è valido oppure no.
La app mostra anche il nome e cognome della persona e la sua data di nascita. Questo consente al verificatore di controllare che il Green Pass sia effettivamente della persona che lo presenta. 

Chi può verificare il Green Pass dei clienti

Nella ristorazione, il Green Pass può essere controllato dal titolare o dal gestore di un locale oppure da personale incaricato con un apposito documento scritto, che specifica anche le istruzioni su come fare la verifica (art.13 comma 3 del DPCM 17 giugno 2021).
Su questo aspetto non ci sono indicazioni precise, pertanto insieme a Confartigianato Udine abbiamo preparato, per chi ha dipendenti o collaboratori, un fac-simile di Lettera di incarico alla verifica delle Certificazioni Verdi Covid 19, da personalizzare a seconda dell’azienda.

Ci sono problemi di privacy?

L’uso della app garantisce la privacy del cliente perché non dà alcuna informazione del motivo per cui la Certificazione Verde è stata rilasciata (vaccinazione, guarigione o tampone), ma dice solo se la certificazione è valida.
La App non registra e non trasmette alcuna informazione sui certificati che vengono controllati; inoltre l’uso della App non costituisce raccolta di dati e quindi per i ristoratori o loro collaboratori non c’è il problema del trattamento degli stessi ai fini della privacy, come esplicitato dal DPCM 17 giugno 2021, art. 13 comma 5: “L’attività di verifica delle certificazioni non comporta, in alcun caso, la raccolta dei dati dell’intestatario in qualunque forma“.

Sanzioni previste

La mancata verifica o la mancata applicazione dell’obbligo di Green Pass può portare a sanzioni pesanti. La legge infatti prevede una sanzione pecuniaria da 400 euro a 1.000 euro a carico sia del cliente che dell’esercente e chiusura dell’attività da 1 a 10 giorni nel caso di 3 violazioni sanzionate in giorni diversi.

Per ulteriori informazioni e per qualsiasi necessità il team di Polo 626 è a completa disposizione.

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